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Lo strigliatore, fedele compagno di viaggio

Prendendo spunto dalla lavorazione appena effettuata, vorremmo parlarvi, di uno degli attrezzi indispensabili in una coltivazione biologica, l’erpice strigliatore.

La lavorazione con l’erpice strigliatore è di fatto l’unico metodo, in alternativa alle pratiche di diserbo con fitofarmaci, con cui è possibile controllare in modo significativo le infestanti nelle colture. Potremmo quindi tranquillamente definirlo come l’attrezzo principe nel parco macchine di  una azienda agricola biologica. A conferma di ciò va sottolineato come, ad oggi, anche molte aziende convenzionali l’hanno inserito nelle loro dotazioni, affiancandolo ai diserbi, ottenendo ottimi risultati.

Lo strigliatone è un attrezzo munito di denti (che possono essere, a seconda delle versioni, dritti o leggermente reclinati all’apice), come un pettine (prende proprio da qui il suo nome “striglia”), parzialmente flessibili, in grado di sradicare le erbe infestanti presenti sul terreno senza intaccare la coltura seminata.

I suoi punti di forza sono sicuramente la versatilità e le grandi superfici dominabili in un lasso di tempo contenuto, lo strigliatore è infatti impiegabile su praticamente tutti i tipi di coltura e, grazie alle generose dimensioni, accompagnate dalla ragguardevole velocità di avanzamento (si possono raggiungere durante il lavoro anche i 10/12 km/h), il rapporto tra la quantità di terreno lavorato e il tempo necessario per la lavorazione risulta decisamente favorevole.

Va infine sottolineato che l’investimento per l’attrezzatura sia tutto sommato modesto e come, anche i consumi, dato l’impiego di una limitata potenza motore, risultino contenuti.

Un attrezzo versatile, economico e risparmioso, l’amico fedele di ogni buon coltivatore biologico.